Camminare ti salva. Te lo dice la storia, quella dell’umanità.

da | 21 Gen 21 | Pensieri in cammino | 0 commenti

di Alex Vigliani

Camminare ci ha salvati
camminare ti salva.
Te lo dice la tua storia,
quella dell’umanità.

La logica della pietra di fiume posta per un guado, quella che si utilizza per spiegare la capacità dei lupi di andare in dispersione, è la medesima che ha portato l’uomo a salvarsi, a superare il fiume, ad andare altrove.
Salvarsi. Dalle guerre, dalle carestie, dalle malattie.
Si salverà, così, per contrappasso più che positivo, anche dall’essere diventato stanziale e monocoltura di grandi metropoli affollate, prive di verde e boschi.

E come? Sempre camminando, con la capacità di spostarsi e disperdersi, formare nuove comunità. Senza andare su Marte o sulla Luna, revolvendo, tornando indietro.
Rivoluzionando, quindi riavvolgendo il nastro dell’evoluzione fin qui.
Nel nomadismo, questa strana scimmia nuda, pone le sue basi. Poi diventa stanziale/agricoltore/allevatore e scopre il lupo come antagonista e ormai fermo scopre che se radici fisiche ti pongono saldo, star fermo ti espone ad eventi che gioco forza vengono a cercarti: perché parte della comunità tribù, perché proprie dell’essere umano e vivo e quindi il dover far conti con morte e malattie.

La Ver Sacrum, la primavera sacra che – pietra di fiume – spostava il confine dell’umanità un po’ più in là, è servita a salvare l’umanità, a dare futuro a essa. E ti ha salvato. Un cammino che ti permette di conoscere il mondo com’è oggi, brutto o bello che sia, ma se puoi vederlo è grazie a chi non s’è mai fermato andando a costruire comunità là dove non ce n’erano, abitando boschi durante lunghi spostamenti e trovando altrove terre verdi su cui proliferare.

Camminare ti salva, farlo nei boschi piuttosto che (avversativo, come dovrebbe essere usato) in città, perché è pur vero che camminare ti salva, ma la cappa inquinante, quella sempre, ti uccide.

Foto: Marialaura Meo durante iniziativa di Itinarrando

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