Ma tu non ti stanchi mai? Ecco perché di camminare non sono mai stanco.

da | 23 Mar 20 | Pensieri in cammino | 0 commenti

di Alex Vigliani

Di camminare non mi stanco mai, perché camminare è un movimento naturale, perché camminando incontro il bello. Fuori e dentro me.
Camminando avanzo tra prati fioriti, brulle pendici e boschi autunnali. Accarezzo i colori con gli occhi e il cielo mi fa da tetto e questa casa che non ha finestre per me è concetto assoluto di libertà. Ed essere liberi fa stare bene.
Ho l’illusione, camminando, recuperando uno spirito errante, che non vi siano confini, che non esistano restrizioni di sorta, che a una valle ne corrisponda un’altra e poi una pianura e poi una vetta e ancora un’altra per tutto il mondo.
Camminando imparo il mondo e so che quella vetta che non raggiunge i 2000 m, con il mare e altre terre, con il vento e petali trasportati sia collegata all’Everest e ai popoli lì sotto che si dividono il thè e gli infusi come io il caffè con il mio compagno di cammino.
C’è il vento e mi porta le voci che tra le mura non ascolto mai.
Di camminare non mi stanco mai. E anche quando mi fanno male le gambe so che questo non c’entra niente con la stanchezza. Che la stanchezza è altra cosa e somiglia più a quando devo alzarmi dal letto e non ho voglia di vivere la mia giornata. Invece anche quando mi fanno male le gambe, ve lo giuro, potrei camminare ancora.
E quando sono stanco, allora sì, che di camminare ne ho bisogno.
Di camminare non mi stanco mai. E riprendo passi e il passo dell’evoluzione umana che a piedi hanno attraversato boschi, pianure e fiumi. Chissà come han fatto senza mezzi a motore. Con i piedi, con le gambe, con il respiro e la voglia di scoprire. Che cos’è la libertà se non il fatto che io possa camminare per ore e ore. Coprire distanze. Fermarmi e poi ricominciare. E questo mi porta lontano, perché di sognare, che è come camminare, io non mi stanco mai. E cammino anche quando sono fermo perché progetto nuove partenze e futuri ritorni.
Di camminare non mi stanco mai, perché se gli alberi sono fermi e io posso camminare, è perché sia mio l’andare a salutarli e quando sarà tempo ai loro piedi riposare.

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