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Presidenti Draghi e Conte venite in montagna con noi a scoprire l’escursionismo!

Presidenti Draghi e Conte venite in montagna con noi a scoprire l’escursionismo!

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Di Alex Vigliani
In un mondo che non ci vuole più
il mio canto libero sei tu.

Non esiste l’escursionismo in montagna, non esiste l’escursionismo come attività salutare e salvifica, sebbene giustamente si punti il dito contro gli assembramenti. Almeno a leggere DL, DPCM e relative FAQ.
Eppure ormai è chiaro che all’aria aperta sia più difficile la diffusione del virus, non lo dico io, lo hanno scritto qui e ribadito più volte.
Tuttavia, credetemi, lo scrivente non affollerebbe mai le strade cittadine e a dire il vero non lo fa, nemmeno ora, in zona rossa, in cui è permessa la pilloletta di libertà nei dintorni di casa oppure fare attività correndo da una parte all’altra senza limitazione di confine. Eppure all’aria aperta ci starebbe di sicuro, ore e ore a godersi l’arrivo della primavera, faticando su sentieri montani, tra boschi, rocce e panoramiche visioni. Rifuggirebbe, statene certi, dallo stillicidio di notizie quotidiane e tutte uguali, che cambiano solo per numeri e statistiche.

Se tanti e tanti libri e articoli sono stati scritti sul camminare e sul farlo in natura, evidentemente ben pochi tra governanti e comitato scientifico han letto e approfondito il tema, altrimenti – sono sicuro – ci avrebbero dato modo di approfittare di quel patrimonio naturalistico che fa dell’Italia uno dei luoghi più ricchi per gli appassionati di outdoor, senza dedicarsi a cervellotici ragionamenti di confinamenti e limitazioni per chi pratica attività di per sé a basso rischio di contagio.

Oggi mi affido a Battisti, dedicando in una sorta di ode d’amore, “il mio canto libero sei tu”, alla natura, al cammino, all’attività in luoghi poco contaminati dalla presenza umana. Un canto da opporsi da una parte – dopo un anno dal primo lockdown – alla soffocante sensazione di essere di nuovo presi per la gola da limitazioni che colpiscono più duramente chi una seconda casa non se l’è potuta permettere e chi non ha un biglietto aereo in tasca pronto per le Canarie. E dall’altra da quella crisi respiratoria endemica dell’umano del VentiVentuno che rifugge – e giustamente – da luoghi affollati, supermercati all’ora di punta, provando quella punta di fastidio e intolleranza verso chi non rispetti il distanziamento fisico (no, non sociale, quello è dato dalla seconda casa vs la casa popolare).

La parola “escursionismo” però è stata cancellata dal vocabolario dei governanti e questo nonostante le richieste del CAI e di AIGAE.
Evidentemente – e questo è piuttosto palese – tra auto blu e spostamenti su aerei privati, lunghe e impegnative giornate nei luoghi preposti al potere democratico infilati in abiti e protocolli inamidati, non esiste una sosta in natura, non si è mai provato il beneficio di venir fuori dalla zona di confort e vivere un’esperienza vitale e salutare come quella su e giù per l’Appennino italiano o tra i paesaggi alpestri, fosse anche una camminata in ambiente collinare, che ne so, a incontrare la macchia mediterranea e scovare dietro il lentisco il profilo del mare.
Che errore la primavera blindata!, titola l’articolo di un appassionato Stefano Ardito, giornalista e montanaro, un altro di cui non si cureranno Draghi né il comitato tecnico scientifico.

Palese allora che ci sia bisogno di un invito. Presidente del Consiglio Mario Draghi percorra con noi un sentiero, infili scarponi da trekking, metta uno zaino sulle spalle che un po’ come una livella, la faccia sentire meno accomunato ai possessori di tre, quattro, cinque case e di più con quelli che a una casa spesso non danno peso. Venga a vivere l’esperienza della montagna, magari invitando parimenti il suo predecessore Giuseppe Conte e magari con dietro qualche aderente del Comitato Scientifico.
Scoprireste, ne sono sicuro, che la montagna non esiste solo per la braciata o per il panino sul prato, che sì, possono fare un certo affollamento lo ammetto, ma che c’è il mondo degli escursionisti, persone strane che soffrono di una strana – di questi tempi – crisi d’astinenza: quella per la libertà.
E portate anche figli e nipoti, così da evitare loro depressioni e altri “piccoli” contrattempi dati da chiusure e divieti, semi che si stanno piantando oggi per qualcosa, in termini di preoccupanti traumi, che raccoglieremo domani, visto i numeri di ricoveri nel reparto di neuropsichiatria infantile del Bambin Gesù.

 

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