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Imparare dalla crisi: uno stile di vita diverso. Attività in natura, mangiare sano, pensare positivo.

Imparare dalla crisi: uno stile di vita diverso. Attività in natura, mangiare sano, pensare positivo.

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di Alex Vigliani

Non sono un dottore ma.
Cominciano tutti così i post di quelli che “non sono dottori ma” hanno sempre una soluzione facile che, se facile, non è quella più giusta. E allora sgomberiamo il campo da dubbi: quel che state per leggere lo dicono proprio i medici, che sanno bene – e da sempre – il valore di attività fisica continua, del mangiare sano e del pensare positivo.

Da una crisi si deve sempre trovare il modo di migliorare le cose, di uscirne in qualche modo migliorati. A dirlo, il primo, fu proprio Einstein: La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

Così da questa crisi pandemica ne possiamo uscire migliorati, valutando le nostre abitudini, cercando di modularle. Qualcuno l’ha fatto, altri potranno farlo. Migliorare lo stile di vita, uscire fuori dal nido delle città e gettarsi in modo consapevole tra le braccia della natura.

Camminare, il movimento in genere, fa bene. Ora sono tanti a scriverlo, ma non è un Vigliani qualunque a portarlo a beneficio dei lettori, bensì si può leggere qui sul sito del Ministero della Salute, articolo in cui l’incipit afferma che Fare movimento tutti i giorni, anche moderato, aiuta a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita. È un’informazione ormai alla portata di tutti e di cui si parla da tempo, ma il nostro paese non è molto attento a questo aspetto della prevenzione e della salute. E continua in Italia però si fa poco movimento. I dati, infatti, parlano chiaro. In Italia ben il 30% degli adulti tra 18 e 69 anni svolge meno attività fisica di quanto è raccomandato, tanto da poter essere definito sedentario.

La pandemia non ha di certo aiutato. Ma la colpa non è del virus, perché in tempi di crisi e pericolo l’uomo si è sempre rifugiato nei boschi. Lo ha fatto anche in questo contesto. Ma se da una parte in tanti si sono aperti alle esperienze in natura, dall’altra continue restrizioni più generiche che mirate hanno imposto una vita casalinga e ancor più sedentaria, peggio al centro dei nuclei cittadini. Buon per loro, quelli che sono rimasti chiusi fuori – diciamo così – e confinati in quei borghi salvifici a ridosso delle montagne. Covid Free, li chiamano, con aggettivo che richiama quasi al nome di una discoteca.

Mangiare sano. Anche qui ormai una certa facilità nel reperire informazioni ha permesso a molti di avvicinarsi a un consumo più consapevole, abbandonando – in parte – gli eccessi di una altrettanto maggiore reperibilità di prodotti. Ripensare alle nostre abitudini alimentari è importante. Fondamentale.
Facile documentarsi e approfondire: Mangiare sano è uno dei migliori vaccini contro le malattie. 

Secondo la nostra nutrizionista di riferimento, la dottoressa Veronica Pietrobono mangiare sano significa alimentarsi in modo equilibrato, introducendo tutti i principi nutrizionali (vitamine, sali minerali, proteine, grassi e carboidrati) adeguati alle esigenze energetiche del proprio organismo, variando le fonti alimentari e scegliendo cibi meno processati e più semplici e naturali possibile.

Pensare positivo aiuta. Ecco, su questo non ho link medico – scientifici disponibili da offrire. Tuttavia mi concentrerò sugli aspetti benefici che una camminata nel bosco può dare. Ne abbiamo già parlato e sempre su Itinarrando e con un approfondimento proprio del sottoscritto. Effetto Biofilia si chiama ed è la capacità del corpo di rigenerarsi nel bosco, aumentando le proprie difese immunitario, riuscendo a decodificare il linguaggio degli alberi: i terpeni. Ma su questo aspetto continueremo a parlarne con VerdeDentro, la rubrica curata da Michela Battisti Tnpee e Dottoressa di Psicologia e Salute. 

Vi sarà inoltre spazio tra una settimana, sulla pagina ufficiale di Itinarrando, L’arte di Camminare Raccontando, per parlare di Terapia Forestale ricerca patrocinata dal CAI e in collaborazione con il CNR a cura di Francesco Meneguzzo e Federica Zabini dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR. Ne parleremo proprio con Francesco Meneguzzo, appuntamento da non perdere fissato per il prossimo 29 aprile.

Di spunti, insomma, ce ne sono tanti per ripensare al nostro stile di vita, continueremo a parlarne, continueremo ad approfondirne gli aspetti, sicuri che, questo ultimo anno vissuto a metà, possa darci in piena crisi, gli strumenti per ricalcolare il percorso e migliorare le nostre vite.
Non per crederci immortali, quello no, per vivere al meglio e convivere pienamente con la terra.

 

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