Islanda: Un viaggio alla riscoperta del tempo

da | 14 Nov 22 | Pensieri in cammino | 0 commenti

di Luana Ricci

È la terra degli elementi per eccellenza, dove la roccia nera si fonde col ghiaccio, con l’acqua e col fuoco in
un mirabile gioco che toglie il fiato. Il pianeta esprime sé stesso nelle sue forme più pure, lasciando l’animo
perdersi nei suoi ricordi più ancestrali. È un viaggio all’inizio della storia del mondo, un ritorno alle origini
che apre la mente e riempie il cuore. La meraviglia di sentirsi così piccoli di fronte alle forze dell’Universo,
ma parte imprescindibile di quell’immenso oceano che è la vita.
Una terra che lascia il segno, l’Islanda.
Ci ha accolto tra le sue braccia tante volte, diverse le tinte di cui si colora col cambiare delle stagioni.
Malinconica e silenziosa quando arriva l’autunno, con i suoi tenui colori pastello. Luminosa e di una bellezza
che acceca sotto l’eterna luce estiva, quando il sole non scende sotto la linea dell’orizzonte e il grande nord
si tinge di incredibili sfumature d’arancio.
E poi la magia delle notti d’inverno con l’aurora boreale la verde signora che illumina il cielo a festa nella sua folle danza
multicolore.
E ancora la dama bianca che avvolge nel suo abbraccio dolce ogni forma e a volte travolge l’universo con la
sua ira, lasciando l’uomo annichilito nel limbo delle sue più intime paure.
È terra di contrasti, di ghiaccio e di fuoco; di immensi campi di ruvida lava nera che lasciano spazio a soffici
colline ricoperte di morbido muschio di velluto. Coste brulicanti di vita e solitari altipiani centrali; immensi
spazi solitari di terra brulla, d’improvviso illuminati dal giallo delle terre vulcaniche, come oasi nel deserto
delle Highlands, là dove il pianeta libera il suo calore ricordandoci che è vivo.
E poi gli enormi giganti di ghiaccio, figli dell’acqua, Madre di tutte le cose; come vecchi saggi, siedono severi
sulle loro spoglie stanche, monito estremo sulle sorti del mondo; ammonimento ultimo sul destino
apparentemente segnato della Terra.
“Siamo a bordo di una barca che fa acqua, e con le reti marce vogliamo pescare le stelle”, direbbe una delle
più sensibili menti d’Islanda.
E ancora storie di poeti, magia oscura e naviganti; saghe mitiche di tempi lontani. Racconti di odio e amore
per una terra estrema che tanto dà e tanto toglie a chi la vive.
Una terra che porta alla riscoperta del tempo; quel tempo profondo scritto nella storia geologica, che
leggiamo nelle rocce e si manifesta nei fenomeni che ogni giorno modellano e trasformano l’isola; ma
anche quel tempo più intimo, che ha la forma delle cose che amiamo, di quelle a cui siamo sopravvissuti e
di quelle che incuranti ci sopravviveranno.
L’Islanda è un viaggio nel cuore del pianeta e dentro sé stessi; una riscoperta dal profondo dell’essere
Uomo nella Natura.
È terra di condivisione e di umiltà, dove imparare a tendere una mano verso il prossimo, praticare la fiducia
e la pazienza, assaporando quel “qui ed ora”, spesso troppo fugace, come nuova crosta che si forma dalle
viscere della terra, come vecchia crosta che viene erosa dal moto imperturbabile delle onde.

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