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La natura: il luogo migliore dove rigenerare le risorse attentive, cosa sono? Scoprilo in questo nuovo articolo!

La natura: il luogo migliore dove rigenerare le risorse attentive, cosa sono? Scoprilo in questo nuovo articolo!

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LA TEORIA DELLA RIGENERAZIONE ATTENTIVA
di Michela Battisti Tnpee e Dottoressa in Psicologia e Salute 

Avete presente la sensazione di stanchezza mentale, quello stato di fatica intellettiva che rende difficile la concentrazione, quella scarsa capacità di prestare attenzione in modo sostenuto?
Ora pensate a cosa può succedere dopo una camminata in natura, dopo qualche passo nel bosco o qualche ora in giardino: siamo spesso pervasi da una sensazione di maggiore lucidità, di aumentato vigore mentale, di energie ricaricate. I muscoli possono mostrare fatica ma la mente invece sembra essersi rinfrancata, quella fitta nebbia di stanchezza sembra essersi diradata e sembra proprio che tutto questo non accada per caso.
La capacità di ricaricare le proprie risorse mentali sarebbe infatti legata al concetto di Fascinazione e alla Teoria della Rigenerazione Attentiva.
L’istinto biofilico, di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane, è contraddistinto dalla Fascinazione, la capacità di lasciarsi rapire dagli stimoli forniti dalla natura, quella magica e irresistibile attrazione verso gli elementi naturali che cattura in modo spontaneo il nostro interesse.
Negli anni Novanta, lo psicologo ambientale Stephen Kaplan ha sviluppato una Teoria sulla Rigenerazione Attentiva, riprendendo la distinzione tra due diverse forme di attenzione: attenzione diretta e attenzione involontaria (anche detta Fascinazione).
L’attenzione diretta, quella che utilizziamo per le nostre attività quotidiane e che ci permette di mantenere la concentrazione, è legata alla capacità di inibire stimoli distraenti mentre si svolge un determinato compito. Questa attenzione diretta però non è a costo zero e non è illimitata, non è un serbatoio senza fondo da cui prelevare risorse. Quando questa forma di attenzione viene sottoposta ad un intenso e prolungato utilizzo, gradualmente si esaurisce e lascia spazio alla fatica mentale.
L’attenzione involontaria, o Fascinazione, è invece la forma di attenzione che non richiede alcuno sforzo ed è resistente alla fatica. La Fascinazione è legata ad alcune attività ricreative tipicamente umane (giocare, ascoltare storie, trovare soluzioni creative) ma è evocata anche dalla semplice immersione in ambienti naturali, selvatici.
Secondo la Teoria della Rigenerazione Attentiva, la Fascinazione permetterebbe all’attenzione diretta di riposarsi e rigenerarsi fino a tornare ai livelli normali di efficienza. La natura, in particolare, con la sua capacità di affascinare l’essere umano catturando il suo interesse in molteplici modi, sarebbe uno dei luoghi migliori in cui far rigenerare le risorse attentive.
Quindi no, non è un caso sentirsi effettivamente rigenerati dopo una bella passeggiata nel bosco e, ora che ne avete certezza, non vi resta che creare più spesso situazioni in cui lasciarvi affascinare dalla natura.

Riferimenti bibliografici
– Kaplan S. (1995). The restorative effects of nature: toward an integrative framework. Journal of
Environmental Psychology, 15.
– Kaplan S. (2001). Meditation restoration and the management of mental fatigue. Environment and
Behavior, 33.

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