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La pazienza si impara dai semi

La pazienza si impara dai semi

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Lo stop imposto ci porta a rivalutare completamente la nostra idea di tempo.

Non più giornate frenetiche piene all’inverosimile ma tempo che improvvisamente si dilata fino a mostrarsi in una veste completamente nuova e…lunghissima.

Se per un adulto è strano trovarsi improvvisamente fuori dalla propria routine, pensiamo a quanto possa essere difficile per un bambino capire cosa succede.

I bambini chiedono in continuazione giochi da fare, spesso ci ripetono che si annoiano, soprattutto se impediamo loro di stare ore davanti allo schermo, ma oggi viene offerta loro una grande possibilità…forse non la apprezzeranno fino in fondo ora ma la metteranno nel loro bagaglio di aspiranti adulti.

Questo tempo atipico e dilatato ci può insegnare la noia, ci può mostrare senza fraintendimenti il valore dell’attesa, ci può allenare al dono della pazienza.

Niente risultati immediati, niente consegne espresse, niente tutto e subito…ora bisogna aspettare, bisogna mettere in pausa tutto ciò che non è indispensabile, bisogna riordinare le impellenze e bisogna imparare che per ottenere dei risultati ci vuole tempo.

E il tempo dell’attesa è il tempo migliore per imparare ad osservare, per guardare l’universo che invece continua ostinatamente a muoversi mentre noi impariamo a stare fermi.

Chi di voi ha la fortuna di avere un giardino o un balcone fiorito potrà godere degli impercettibili progressi della natura che non ha perso di vista l’arrivo della primavera.

Siamo esploratori nati, i nostri antenati cacciatori ci hanno lasciato in dote la capacità di osservare i più piccoli dettagli per decifrare segnali, ma a volte lo dimentichiamo, continuamente distratti come siamo.

Ricominciamo da questo, ricominciamo ad osservare e facciamolo accanto ai nostri bambini.

Facciamo notare a loro e a noi stessi che quella che oggi è una gemma domani sarà una piccolissima foglia, quello che oggi è un bocciolo domani sarà un timido petalo…a dimostrarci che tutto si muove anche se lentissimamente, che tutto cambia.

Facciamo tesoro di questa verde testimonianza e facciamola apprezzare ai nostri bambini…osservare i mutamenti, fotografare le gemme per confrontarle con l’immagine del giorno prima, contare le foglie, disegnare i dettagli.

Molti di voi lo avranno fatto da piccoli, io me la ricordo ancora come un’attività semplice ma di grande impatto: il momento in cui, da bambino, scopri tutta la forza che è nascosta in un minuscolo seme.

Vogliamo abituarli alla pazienza come tempo operoso?

Vogliamo mostrare loro come il tempo lento non è un tempo fermo?

Aiutiamoli a piantare semi!

Serve solo uno scampolo di giardino o un vaso in balcone ma, in loro assenza, può bastare anche una vaschetta di plastica in casa.

Prendete una vaschetta, aggiungete del cotone idrofilo (ovatta) e mettete a riposare sopra a questo morbido strato dei comuni fagioli. Copriteli con un altro strato di cotone e bagnate il tutto, senza farli annegare magari 😊.

Ora mettete la vaschetta in un posto luminoso, lontano dalla luce diretta perché il cotone deve mantenersi umido e questo sarà il compito del vostro bambino.

Osservare, monitorare, inumidire tutti i giorni fino a che comparirà un piccolo segnale verde a ricordarci che, se siamo capaci di aspettare, vedremo le cose germogliare e poi mettere radici e poi svettare verso l’alto in cerca del sole.

Sembra tutto fermo ma niente è immobile.

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