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Perché amiamo la neve? Te lo sei chiesto mai?

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Di Alex Vigliani

Perché amiamo così tanto la neve?
Te lo sei mai chiesto?

Un tempo pensavo che desiderare la neve, aspettarla, amarla fosse una cosa soltanto delle latitudini più basse, quelle in cui la dama bianca non è poi così frequente. La novità, pensavo. Poi quando invece mi sono trasferito al nord ho scoperto che la stessa attesa, se non proprio di tutti, era comune in quasi tutte le persone. A Bologna, come a Torino, la neve in città è da alcuni maledetta per i disagi, ma dai più – in fondo – desiderata.
Così mi sono chiesto perché, dopo essere stati bambini, resti questo forte collegamento tra i fiocchi e la felicità da inseguire con la faccia spiaccicata contro un vetro a fissare un lampione che trasformi il sogno in realtà.
Ecco qualche considerazione sulla dama bianca.

  • I bambini amano la neve, noi da bambini abbiamo amato la neve. Quindi ogni volta che nevica è un viaggio nel tempo. Torniamo bambini e questo che tu lo voglia o meno: ti rende felice.
  • La neve è attesa. La neve è trasformazione. La neve purifica l’aria rendendola pulita, respirabile e fresca. Ne riconosci l’odore e qualcuno giura di poterne sentire il profumo prima ancora che arrivi.
  •   La neve è un viaggio di quelli che fai stando fermo. Abiti in un posto che non è granché ma se arriva la neve diventa Lapponia e villaggio di Babbo Natale.
  • E a proposito del punto poco sopra: la neve rimanda alle feste di Natale. E questo riporta a un senso di felicità, meraviglia e pace. Una festa sospende il tempo, interrompe la quotidianità, la routine. Il Natale più di tutte, con quella magia della notte, dell’attesa, del freddo e della neve che attiene sicuramente di più a paesaggi del nord Europa o americani che non italiani.
  • La neve richiama il gioco. Divertimento, scorribande tra bambini, palle di neve che non fanno male. E se cadi sei QUASI sempre sul morbido. E dalle palle di neve alle ciaspolate, agli sci, a tutto quello che puoi fare sulla neve il passo è breve. Tutto quello che con la pioggia non puoi fare: saltare nelle pozzanghere a parte!
  • La neve sospende il tempo e lo spazio. Tutto sembra preso e spostato altrove. In un’altra dimensione. Quella del silenzio, dei suoni ovattati. E un po’ come la notte, tutto quel che conoscevamo si trasforma.
  • La neve per chi vive in campagna, quando è neve e non è ghiaccio, disinfetta la terra. E forse una certa felicità nell’attenderla ci arriva proprio dal fatto che era, ed è ancora, sinonimo di terra fertile e rigogliosa. Mai sentito dire: “Sotto la neve pane”?Un anno come questo, insomma, in cui la dama bianca dopo tanta attesa è tornata a fare visita in più parti d’Italia, è un dono che ci riporta alla spensieratezza di quando eravamo bambini. Con un pizzico di rammarico: non poterla vivere davvero appieno, là dove è più forte il contatto con essa. In mezzo alla natura.
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