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Perché in montagna ci si saluta? Perché sa di buono, bello e genuino. E non solo.

Perché in montagna ci si saluta? Perché sa di buono, bello e genuino. E non solo.

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Di Alex Vigliani

Ci si incontra. Non ci si è mai visti e ci si saluta. Si sorride. Si scambia qualche battuta. Un angolo di socialità difficilmente recuperabile nelle città che, invece, sopravvive come rito tra i sentieri di montagna.
Almeno tra chi la montagna la vive, perché è così praticato, così usuale quel saluto, che lo sai quasi subito: se l’altro non saluta, se l’altro resta a guardarti un po’ stralunato per un “ciao”, allora è di certo un novizio. Ma imparerà presto: il saluto in montagna è un contagio che sa di buono e cose semplici.

Quel saluto è una porta che si apre su un mondo diverso, meno frenetico, dove la semplicità delle cose e quindi godere della bellezza di un fiore o dell’aria pura, è un atto d’amore verso se stessi. E quindi? E quindi quel saluto è un atto d’amore, una forma di libertà, espressione di convivialità genuina che non si ritrova in città. Certo, poi chi cammina insieme, chi si saluta, ritrovandosi altrove continuerà a portare avanti quel rapporto conviviale.

E allora la montagna diventa unione. La montagna unisce. Ci si incontra sui sentieri e non sono pochi quelli che poi si sono ritrovati altrove. A partire dall’osteria poco più in basso, a brindare alla giornata appena trascorsa e raccontarsi aneddoti di montagna.

E poi, e poi ancora, quel saluto è un calcio alla diffidenza, alla differenza. Su un sentiero si è tutti uguali. Tutti con il proprio zaino sulle spalle, con le poche cose portate da casa e i panorami da condividere, paesaggi da vivere e colori dai quali trarre vivacità.

Insomma, ci si saluta perché è un rito che viene tramandato attraverso il saluto stesso.
Impari che si fa e lo fai.
Saluti, ti soffermi su un viso che rivedrai a valle o forse mai più, ma quel saluto, quel buongiorno, quel salve, quel ciao cui segue un “come va”, è una palestra di umanità, un modo per sfuggire implicitamente all’alienazione propria delle città, il contagio diffuso che ci piace, quello di chi pratica gentilezza.

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Comments
Gabry
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Le buone maniere e la gentilezza si possono esportare. Dalla montagna alla città. Con un po di costanza e senza aspettarsi di essere corrisposti. Buonagiornata A presto.

    Maury
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    Per me il saluto è condivisione, rispetto, solidarietà ma sopratutto un segno di civiltà. In montagna questi sentimenti sono più vivi. Siamo disabituati al cenno di vicinanza. Quante volte per esempio ho salutato chi trovo in ascensore riscontrando un senso di disagio. Siamo considerati tra le persone più ospitali del pianeta ma io ho riscontrato una maggiore apertura al saluto nei paesi del nord Europa e in America dove spesso capita che ti salutino per strada anche nelle grandi città. Continuiamo a divulgarlo la testa alta!

Massimo
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Buongiorno, concordo pienamente con quanto viene espresso nell’articolo.
Ho imparato a salutare, diciamo così, da amici residenti in Valle Pellice ed in Val Chisone e, a distanza di circa trent’anni, continuo con questo piccolo gesto, con il quale mi piace pensare di condividere quel momento e quella esperienza. Con alcunevdi queste persone, ci si risente e ci si rivede, ogni tanto…
La cortesia, gentilezza e la condivisione appartengono alla montagna.
Grazie mille a voi e buon anno
Massimo

Giovanni
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Ci si saluta per tutto questo che in un mondo frenetico come il nostro e talvolta anche indifferente è una cosa bellissima e che non credo accada in molti altri luoghi. Ma ci si saluta anche per un altro motivo per nulla banale, per un motivo che ci da una sorta di “sicurezza” psicologica, ma talvolta anche reale, per nulla trascurabile. Soprattutto percorrendo sentieri meno frequentati, un saluto rappresenta una informazione reciproca per la quale ci siamo visti, per cui ci troviamo su quel preciso sentiero, qualunque cosa possa accadere a noi come al nostro occasionale escursionista incontrato. Il tutto si traduce in maggiore garanzia di sicurezza, ma anche rispetto della vita e della persona.

Mike
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Bello, la montagna avvicina le persone, e il saluto di un’altra persona mi riempie di gioia. Ci si sente uniti dalla passione per la natura e soprattutto il rispetto per essa. Buon anno a tutti e buone escursioni 2021.

Gianni
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Concordo pienamente con il servizio. Anche se , frequentando la montagna da sempre , quando torni in paese , le stesse persone incontrate sui sentieri ,entrano in quella sorta di diffidenza , tipica delle città . Non vorrei che questa bella abitudine sia una moda come i bastoncini o le ciaspole .
Auspico e spero che questo mio dubbio venga fugato e che questo comportamento si trasferisca nelle città , a vantaggio dei rapporti umani e sociali.

Paolo Baldessarini
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Il saluto in montagna è doveroso e rispetto verso chi incontri. Noto comunque che non è così per tutti. Apprezzo sempre il sorriso di una persona che non conosco, forma di solidarietà che la montagna mette in evidenza. Chissà quale molla fa scattare questa cortesia, mentre in pianura ci chiudiamo in noi stessi. Paolo Baldessarini

Antonio Malandri
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Il saluto è una forma di rispetto..ma anche di abbattimento della barriera dell’indifferenza e della diffidenza…retaggio portato dentro di noi dalla vita frenetica di tutti i giorni….non salutiamo neanche il vicino di casa…tutti con gli occhi bassi per una sorta di paura dell’altro….ma salire in alto fa alzare anche lo sguardo…e così incroci occhi mai visti..ma che li…su quel sentiero su quella vetta li senti come occhi amici….dovremmo portare a Valle questo coraggio di guardarci e salutarci…sarebbe un mondo migliore…..BUON 2021…A TUTTI

Michela
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Ho imparato questa abitudine da mio papà che mi ha tramandato l’amore per la montagna a mia volta tramandata ai miei figli.
Buone abitudini che diventano quotidiane come un sorriso che cambia la giornata a chi lo riceve e a chi lo fa e che diventa contagioso.

Franco
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Salve, io vado in montagna da molto tempo, e quando incontro famiglie o oratori o gruppi cai i bambini di solito non salutano io chiedo sempre il permesso agli adulti se posso fare una domanda ai piccoli alpinisti, di solito digli accompagnatori restano un po’ interdetti mai vedo che i giovani mi guardano con fare interrogativo(cosa vuole questo vecchio) io pongo a loro questa domanda,PERCHE IN MONTAGNA TUTTI SI SALUTANO,loro non rispondono, a volte qualche accompagnatore risponde che è educazione, io sorrido mi rivolgo hai piccoli e dico, alla montagna ( è SALUTARE), e loro sorridono e mi salutano calorosamente e gli accompagnatori più delle volte mi ringraziano

Marco
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Verissimo, purtroppo e per fortuna sono isolati i casi in cui in saluto non viene corrisposto.. ho imparato a camminare in montagna da quando avevi 7 anni ho sempre salutato e sempre lo faro’…

StefaS
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in montagna ci si saluta perché di fronte alle meraviglie della naturali nostri affanni sono poca cosa. Ci si saluta perché chi ha fatto la fatica di arrivare fin là è un pò anche amico tuo e tuo simile. Ci si saluta perché chi rispetta la natura rispetta anche il prossimo. Ci si saluta anche per questione di sicurezza, non è banale, se parli con qualcuno ti ricorderai di lui e di dove l’hai visto.

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