Semi di resistenza: siate semi, siate resistenti come loro.

da | 4 Apr 20 | Pensieri in cammino | 0 commenti

Di Michela Battisti

Li abbiamo chiamati Semi di Resistenza questi piccoli consigli da condividere ogni giorno.
Abbiamo scelto con cura il nome perché, come spesso accade, questo racchiude un concentrato di significati che aspetta solo un innesco per germinare e portare linfa nuova nelle nostre giornate.
Li abbiamo chiamati semi perché, anche se non possiamo materialmente calcare i nostri sentieri, il richiamo alla nostra terra lo vogliamo custodire ad ogni costo, lo vogliamo rinnovare, coccolare, rinforzare.

Se la natura insegna, i semi sono i professori emeriti in questa università dai corridoi ramificati e legnosi, in questo posto arioso in cui si impara l’ingegneria osservando le piante rampicanti, la perseveranza dalla calendula che non si stanca mai di fiorire, la sapienza dalle erbe officinali, la dedizione dall’agave che ci mette un’intera vita per fiorire e poi morire.
Questi docenti che salgono in cattedra avvolti nelle loro foglie setose, ci dimostrano ogni giorno che, anche se dotati di strutture morfologicamente diverse, rimaniamo sempre simili e soprattutto intimamente connessi.

Dai semi oggi dovremmo imparare che la dormienza non è uno stato di fermo ma uno slancio vitale, che la quiescenza è una rincorsa e che il buio è una condizione importante in cui serve fermarsi per qualche tempo.
Se noi fossimo semi potremmo sapere che l’apparente assenza di luce è solo una fase di un ciclo vitale, se fossimo semi le difficoltà potrebbero essere occasioni…un seme non pensa mai di essere stato seppellito, pensa semmai di essere stato finalmente piantato, messo a dimora.

I semi eliminano quello che per loro può costituire un rischio: l’acqua, pur essendo elemento vitale, in questa fase di riposo, se mantenuta in eccesso può portare all’inevitabile marcire.
Solo l’essenziale quindi in questo viaggio, via l’eccesso.
E poi ci si prepara per aspettare, si trova una posizione comoda nella quale attendere e porsi in dovizioso ascolto. Pronti ad intercettare ogni minima variazione, i semi usano tutti i loro sensi per tastare l’aria e capire quando le condizioni sono favorevoli al loro sviluppo. In caso di minaccia, non escono ma aspettano ancora.

La possibilità di germinare è la loro unica occasione di vita, non possono sprecarla.

Abbiamo scelto la parola resistenza perché in sé contiene un riferimento al fermarsi ma anche al non cedere, alla capacità di tollerare, di sopportare. Di proteggere la parte preziosa di noi stessi dalle intemperie, proprio come fanno i semi che utilizzano duri tegumenti per custodire il loro embrione, la loro anima pronta a sbocciare.
Resistere, esistere ancora, esistere nonostante…anzi, forse tornare ad esistere in altro modo.
Da questo nasce il desiderio di condividere dei piccoli spunti, delle idee, dei suggerimenti che diventino pretesti per tornare a spolverare parti di noi sopite, lasciate indietro dai ritmi forsennati delle scorse settimane…vecchie abitudini, talenti inespressi, ricette che da tanto attendevano di essere sperimentate ma anche pratiche sane, che sanno di buono e di prezioso come sistemare vecchie foto o scrivere a mano qualche pensiero.

E allora ben venga la pasta fatta in casa, il vecchio mobile da lucidare, il semenzaio da costruire, il racconto da terminare, le foto da selezionare, le letture interpretate ad alta voce, i viaggi da programmare, la gratitudine da mostrare a noi stessi e agli altri.
Ci piacerebbe vederli e condividerli questi semi di resistenza perché nel tempo si assista insieme alla crescita di una foresta, di quelle che non fanno rumore crescendo ma che ci dimostrano di essere capaci di trattenere tanta vita.

#semidiresistenza

 

 

 

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